sábado, 17 de enero de 2026
Oggi, 17 gennaio, si festeggia la GIORNATA NAZIONALE DEL DIALETTO E DELLE LINGUE LOCALI.
In Italia esistono moltissime lingue romanze, sorelle dell'italiano ma non sue figlie. Il termine dialetto, che viene spesso usato per riferirvisi, è inappropriato. Sarebbe più corretto parlare, appunto, di lingue locali. Il lombardo, il napoletano, il veneto, il siciliano, l'abruzzese, il piemontese, eccetera, sono LINGUE LOCALI. Non derivano dall'italiano, ma dal latino. Non sono dunque dialetti dell'italiano, come spesso si sente dire.
Lo status ufficiale di lingua viene attribuito ad alcune lingue locali ma non ad altre per ragioni che spesso nulla hanno a che fare con la loro grammatica e il loro profilo linguistico. Bisogna dunque stare attenti a non confondere il sigillo di "lingua ufficiale", o "minoritaria" con lo status grammaticale di lingua.
Una lingua comprende, oltre al vocabolario (che in alcuni casi può essere ridotto), una grammatica, cioè un insieme di regole per mettere insieme le frasi, per creare parole, per pronunciare enunciati.
Nei casi in cui non ci sia stata standardizzazione ci si trova solitamente di fronte a un continuum linguistico, per cui è molto difficile separare due varietà, e stabilire se si tratti di due lingue diverse o no. Il criterio usato, in molti di questi casi, è l'INTERCOMPRENSIONE: se due parlanti di due varietà diverse si comprendono, allora si tratta della stessa lingua. Questo criterio, a volte, è insufficiente. Un parlante di portoghese capisce facilmente l'italiano, ma non viceversa, ad esempio.
Altro criterio è quello DIALETTOMETRICO: si calcola la distanza, in termini di alcuni tratti, tra parole di due varietà. Oltre una certa soglia si può parlare di due lingue diverse. Anche questo criterio è spesso fallace, tuttavia, poiché di solito misura la distanza tra parole, e le parole non sono che una piccolissima parte di una lingua. La distanza tra grammatiche è invece molto difficile da misurare computazionalmente, ma ci sono tentativi in corso. Al momento, dunque, non ci sono criteri oggettivi universalmente riconosciuti per distinguere due varianti di una stessa lingua da due lingue diverse.
Allora la parola dialetto va eliminata? No. Il termine DIALETTO si usa di solito per riferirsi alla lingua parlata in una specifica località: il dialetto abruzzese di Chieti; il dialetto napoletano di Bagnoli, il dialetto veneto di Padova, e così via.
La cosa importante per tutti è continuare a parlare la varietà locale!
Buona giornata del dialetto!
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